WorldWideScience

Sample records for funghi micorrizici arbuscolari

  1. Mushroom contamination by mercury, cadmium and lead; Contaminazione di funghi commestibili con mercurio, cadmio e piombo

    Energy Technology Data Exchange (ETDEWEB)

    Dojmi Di Delupis, G.; Dojmi Di Delupis, F. [Istituto Superiore di Sanita`, Rome (Italy). Lab. di Tossicologia Comparata ed Ecotossicologia

    1996-12-01

    Occurrence and bioaccumulation of mercury, cadmium and lead were found in mushrooms by various researchers. Such mushrooms were often found in polluted areas. Pollution was mainly caused by industrial or mining plants, by some agricultural treatments and by road traffic. Considerations and recommendations concerning food consumption are made.

  2. Use of bacillus subtilis strains to inhibit postharvest pathogenic fungi; Attivita` antagonista di alcuni ceppi di bacillus subtilis nei confronti di funghi patogeni

    Energy Technology Data Exchange (ETDEWEB)

    Arras, G.; Gambella, F.; Demontis, S.; Petretto, A.

    1995-09-01

    An isolate (87) of the bacillus subtilis strains isolated from cold stored citrus fruit 13 proved to inhibit the growth in vitro of the penicillium italicum used in the experiment (from 50.6% to 92.2%) and to inhibit botrytis cinerea (from 65.3% to 95.9%). A further test, superimposing on plates containing PDA strains Nos. 13, 173, and 160, totally inhibited the fungi. Tested in vivo on artificially bruised oranges, they significantly inhibited two fungi.

  3. Aflatossine e Ocratossina A negli alimenti di origine vegetale e negli alimenti ad uso zootecnico: valutazione dei rischi e metodi analitici per la determinazione

    OpenAIRE

    Capozzo, Daniela

    2014-01-01

    Il controllo dei livelli di contaminazione da micotossine nei prodotti alimentari destinati al consumo umano ed animale viene ritenuto un’esigenza sanitaria visto l’esistenza del rischio che queste tossine possono rappresentare in alcune tipologie di alimenti. Le micotossine rappresentano un gruppo eterogeneo di sostanze chimiche prodotte naturalmente da alcune specie di funghi che appartengono per la maggior parte a tre generi molto diffusi ( Aspergillus, Penicillium e Fusarium). No...

  4. Studio di prevalenza sulle micosi otorinolaringoiatriche in un campione di immigrati in Puglia

    Directory of Open Access Journals (Sweden)

    R. Iatta

    2003-05-01

    Full Text Available

    Introduzione: i continui flussi migratori in Puglia hanno posto una serie di problemi sul piano sanitario, inizialmente limitati alla gestione dell’emergenza ma subito estesi alla sorveglianza epidemiologica per la prevenzione di patologie infettive che possono essere importate da queste popolazioni. In tale ambito è stata condotta un’indagine anche sulla presenza di miceti che colonizzano il distretto otorinolaringoiatrico, con particolare riferimento ai funghi dimorfi, recentemente segnalati anche in Medio Oriente ma normalmente endemici in America e Africa.

    Metodi: l’indagine è stata condotta su un campione di 297 Kurdi, sbarcati ad Otranto (LE, maschi, età 15 - 35 anni (media 23 anni. Ciascun soggetto è stato sottoposto ad una visita otorinolaringoiatrica e al prelievo, mediante tampone sterile, del secreto orofaringeo, nasale e auricolare, per la ricerca di lieviti, muffe e funghi dimorfi.

    Risultati: dei 297 soggetti esaminati, 70 (23.6% sono risultati positivi per miceti (45 lieviti, 25 muffe di cui 36 (51.4% in sede nasale, 30 (42.9% in sede orofaringea e 4 (5.7% in sede auricolare. Tra i lieviti, Candida albicans è risultata la specie più frequente (66.7%, isolata esclusivamente a livello orofaringeo; tra le muffe Penicillium spp. (56% riscontrato solo a livello nasale. La ricerca di funghi dimorfi è risultata negativa.

    Conclusioni: la prevalente colonizzazione di muffe a livello nasale e di lieviti a livello orofaringeo conferma la sede di elezione da parte di questi microrganismi. Tuttavia, è interessante sottolineare che in sede nasale il genere Penicillium è risultato predominante rispetto al genere Aspergillus, contrariamente ai dati di letteratura. Inoltre, i funghi dimorfi non sono stati mai isolati anche se l’area geografica di provenienza è stata introdotta tra quelle endemiche per questi miceti. In conclusione, la nostra

  5. Ecologia dello Scoiattolo comune (Sciurus vulgaris in boschi alpini di conifere: relazioni spaziali e trofiche

    Directory of Open Access Journals (Sweden)

    Sandro Bertolino

    2003-10-01

    produzione di semi dello stesso anno (r = 0,85, g.l. = 4, P = 0,032. Nel 2001, dopo la scarsa produttività dei boschi nel 2000, si è riscontrata un?elevata dimensione degli home range degli scoiattoli (94,1 ± 72,2 ha nei maschi, 78,9 ± 51,5 ha nelle femmine e un?alta sovrapposizione delle core-area. I dati suggeriscono una possibile rottura della ?normale? organizzazione sociale della specie e dei consueti pattern d?uso dello spazio. Si ritiene probabile che gli animali concentrassero la loro attività in aree dove erano ancora disponibili semi di abete e dove probabilmente vi era abbondanza di funghi. Infatti, nel periodo estate-autunno quasi tutti gli scoiattoli si sono nutriti di funghi ipogei. Nel 2002, dopo un anno di buona produzione dei boschi, gli animali si sono riorganizzati in home range stabili, alimentandosi intensivamente in piccole core-area (home range: 20.6 ± 7.9 ha nei maschi, 14.5 ± 5.3 ha nelle femmine, core-area da 3 a 9 ha. La grande quantità di spore ritrovate nelle feci suggerisce che gli sporocarpi siano una parte importante della dieta dello scoiattolo comune in alcuni periodi e che questi animali possano agire come agenti di dispersione dei funghi ipogei.

  6. 1:4 matched case-control study on influential factor of early onset neonatal sepsis.

    Science.gov (United States)

    Jiang, Z; Ye, G-Y

    2013-09-01

    Bacteria, funghi, viruses and protozoa can lead to neonatal sepsis. Neonatal sepsis is the leading cause of infectious disease onset and death in many neonates. To explore the major risk factors of early-onset neonatal sepsis and provide a scientific basis for strategies of early-onset neonatal sepsis prevention. A 1:4 matched case-control study was adopted and 147 cases of early-onset neonatal sepsis were enrolled. Conditional logistic regression model was used to analyze the univariate and multivariate data to estimate the odds ratio (OR) and the 95% confidence interval (95% CI). Univariate analysis shows that the impact factors on the occurrence of early-onset neonatal sepsis include the following: Maternal age > 35, mother having fixed occupation, mother of urban residence, abnormal fetal position, fetal times, parity, caesarean section, premature rupture of membranes, amniotic fluid volume abnormalities, pregnancy-induced hypertension, placental abnormalities, fetal distress, newborn gender, low birth weight infants, neonatal Apgar scoring at one and five minutes, neonatal jaundice, wet lung, anemia, IVH, and premature infant. Multivariate logistic regression analysis showed that maternal age > 35 (OR = 4.835, OR 95% CI = 1.170-19.981), cesarean section (OR = 0.103, OR 95% CI = 0.041-0.258), premature rupture of membranes (OR = 0.207, OR 95% CI = 0.078-0.547), premature infants (OR = 0.059, OR 95% CI = 0.010-0.329) and newborn jaundice (OR = 0.092, OR 95% CI = 0.021-0.404) were the factors of early-onset neonatal sepsis. Early-onset neonatal sepsis could be affected by multi-factors, and targeted prevention may reduce the incidence of early-onset neonatal sepsis rates.

  7. Indoor biological pollution; L'inquinamento ambientale negli ambienti indoor

    Energy Technology Data Exchange (ETDEWEB)

    Bressa, G. [Padua Univ., Padua (Italy)

    2000-06-01

    Inside buildings - besides the umpteen toxic substances emanating from materials and appliances used daily for the most assorted activities - there are may be a number of different pathogenic micro-organisms able to cause diseases and respiratory system infections. Indoor pollution caused by biological agents may be due not only to living microorganisms, but also to dead ones or to the produce of their metabolism as well as to allergens. The most efficient precautionary measure against biological agents is to ventilate the rooms one lives in. In case of air-conditioning, it's good rule to keep air pipes dry and clean, renewing filters at regular intervals in order to avoid fungi and bacteria from settling in. [Italian] All'interno degli edifici oltre alle innumerevoli sostanze tossiche che si sprigionano da materiali e apparecchiature impiegate nelle piu' svariate attivita' quotidiane vi possono essere diversi microorganismi patogeni in grado di provocare malattie ed infezioni dell'apparato respiratorio. L'inquinamento indoor da agenti biologici puo' essere dovuto non solo ai microorganismi viventi ma anche a quelli morti, oppure ai prodotti del loro metabolismo ed anche agli allergeni. Il mezzo di prevenzione piu' efficace nel confronto degli agenti biologici consiste nel ricambio di aria all'interno dei locali in cui si vive. In presenza di impianti di climatizzazione, una buona regola e' quella di mantenere pulite e asciutte le condotte dell'aria, sostituendo periodicamente i filtri per evitare l'insediamento di funghi e batteri.

  8. Perfil microbiológico e valores energéticos do milho e silagens de grãos úmidos de milho com adição de inoculantes para suínos = Microbiological profile and energy values of corn grain and highmoisture corn grain silage with added inoculants for swine

    Directory of Open Access Journals (Sweden)

    Vaneila Daniele Lenhardt Savaris

    2007-10-01

    Full Text Available Neste trabalho avaliou-se a contagem microbiana de fungos, bactérias lácticas e aeróbios mesófilos de silagens de grãos úmidos de milho (SGUM com adição de inoculantes, e determinou-se os valores de energia digestível e metabolizável do milho e das SGUM para suínos. As SGUM utilizadas continham 0, 5 e 10 g de inoculante t-1 (Lactobacillus plantarum, Enterococus faecium, Pediococcus acidilactici, enzimas. Na determinação da contagem microbiana das SGUM, foram utilizados meios específicos, e avaliadas no dia da ensilagem, 50 e 100 dias. Na determinação dos valores energéticosforam utilizados 20 suínos, distribuídos em delineamento experimental de blocos ao acaso com quatro repetições. Os tratamentos constaram das SGUM e do milho grão, que substituíram em 20% a raçãoreferência.O tratamento com 5 g de inoculante t-1 proporcionou maior contagem microbiana nos períodos. Não houve diferença significativa (p > 0,05 entre os coeficientes de digestibilidade e metabolizabilidade da energia bruta, e os valores de energia digestível e metabolizável, do milho e das SGUM, variaram de 4094 a 4271 kcal kg-1; e 3826 a 3987 kcal kg-1, respectivamente. A adição de 5 g de inoculante t-1 proporcionou melhor perfil microbiológico durante o armazenamento, sem influenciar os coeficientes de digestibilidade e metabolizabilidade da energia bruta.This study evaluated the counts of funghi, lactic bacteria and mesophilic aerobium microorganisms in high-moisture corngrain silage (HMCGS with added inoculants, and determined the digestible and metabolizable energy values of corn and the HMCGS for swine. The HMCGS contained 0, 5 and 10 g of inoculant t-1 (Lactobacillus plantarum, Enterococus faecium, Pediococcus acidilactici, enzymes. In order to determine the microbial counts of HMCGS, specific methods were used and evaluated on theday of ensilage, at 50 and 100 days. The energy values was determine using 20 swines, alloted in a randomized

  9. Perfil microbiológico e valores energéticos do milho e silagens de grãos úmidos de milho com adição de inoculantes para suínos - DOI: 10.4025/actascianimsci.v29i4.1005 Microbiological profile and energy values of corn grain and high-moisture corn grain silage with added inoculants for swine - DOI: 10.4025/actascianimsci.v29i4.1005

    Directory of Open Access Journals (Sweden)

    Carlos Alexandre Oelke

    2008-03-01

    Full Text Available Neste trabalho avaliou-se a contagem microbiana de fungos, bactérias lácticas e aeróbios mesófilos de silagens de grãos úmidos de milho (SGUM com adição de inoculantes, e determinou-se os valores de energia digestível e metabolizável do milho e das SGUM para suínos. As SGUM utilizadas continham 0, 5 e 10 g de inoculante t-1 (Lactobacillus plantarum, Enterococus faecium, Pediococcus acidilactici, enzimas. Na determinação da contagem microbiana das SGUM, foram utilizados meios específicos, e avaliadas no dia da ensilagem, 50 e 100 dias. Na determinação dos valores energéticos foram utilizados 20 suínos, distribuídos em delineamento experimental de blocos ao acaso com quatro repetições. Os tratamentos constaram das SGUM e do milho grão, que substituíram em 20% a ração-referência. O tratamento com 5 g de inoculante t-1 proporcionou maior contagem microbiana nos períodos. Não houve diferença significativa (p > 0,05 entre os coeficientes de digestibilidade e metabolizabilidade da energia bruta, e os valores de energia digestível e metabolizável, do milho e das SGUM, variaram de 4094 a 4271 kcal kg-1; e 3826 a 3987 kcal kg-1, respectivamente. A adição de 5 g de inoculante t-1 proporcionou melhor perfil microbiológico durante o armazenamento, sem influenciar os coeficientes de digestibilidade e metabolizabilidade da energia brutaThis study evaluated the counts of funghi, lactic bacteria and mesophilic aerobium microorganisms in high-moisture corn grain silage (HMCGS with added inoculants, and determined the digestible and metabolizable energy values of corn and the HMCGS for swine. The HMCGS contained 0, 5 and 10 g of inoculant t-1 (Lactobacillus plantarum, Enterococus faecium, Pediococcus acidilactici, enzymes. In order to determine the microbial counts of HMCGS, specific methods were used and evaluated on the day of ensilage, at 50 and 100 days. The energy values was determine using 20 swines, alloted in a randomized

  10. Late Würm and Early-Middle Holocene Environmental Change and Human Activities in the Northern Apennines, Italy

    Directory of Open Access Journals (Sweden)

    Nicholas P. Branch

    2015-12-01

    . Il ‘Dryas recente’ è forse rappresentato da un aumento in Betula e Artemisia. Durante l’Olocene antico prevale il bosco misto a conifere e latifoglie decidue con presenza di Quercus, oltre che Abies, Fagus e Corylus. La faggeta appare stabilirsi poco prima di 6488-6318 anni cal BP, senza tuttavia mai divenire una componente principale della copertura forestale. Nel corso dell’intero Olocene medio si verificano oscillazioni nelle percentuali del bosco ad Abies, con cali decisi tra 6488-6318 anni cal BP e 5287-4835 anni cal BP, sebbene per cause ancora da chiarire. Infine, l’articolo si sofferma sull’applicazione dei palinomorfi non pollinici, in particolare spore di funghi coprofili, al sito di Prato Spilla ‘A’ (Emilia Romagna, sottolineando come sia necessario adoperare grande cautela nella interpretazione di attività antropiche medio oloceniche, quando ci si basi unicamente su dati pollinici.